Pedagogista o pedagogo?

Perché parlare di pedagogista o pedagogo?

Perché vedo scritto in ogni dove il termine pedagogo per definire invece il pedagogista anche utilizzato spesso verbalmente da giornalisti e professionisti. I due termini però, non sono sovrapponibili come fossero sinonimi, hanno entrambi una collocazione specifica in ambito lavorativo. Quindi, pedagogista o pedagogo?

Non riuscire a definire professionalmente le due identità sociali e professionali, implica una non corretta conoscenza della propria identità e professione e, per quanto riguarda il pedagogista, implica uno sconfinamento spesso con la professione psicologica: insomma, il non sapere che la pedagogia è una scienza giovane ben distinta dalla psicologia e che, il pedagogista, non ha nulla a che fare con il pedagogo, è essenziale.

Non molto tempo fa, durante un corso di formazione, fui definita da un professore universitario pedagoga, forse anche con un pizzico di biasimo che mi spinse a scrivergli una lettera. A tal proposito vi riporto uno stralcio di ciò che gli scrivevo per definire quanto erroneamente andava enunciando. 

«[…] Per chiarire questa posizione fondamentale [del pedagogista] e per comprendere il mio ruolo, vorrei spiegarLe che il termine pedagogia deriva dal greco παιδαγογια («condurre bambini, accompagnamento»), composto da παιδος (paidos: bambino) e αγω (ago: guidare, condurre, accompagnare). Dal primo veniva coniata l’espressione paideia, che indicava il sistema di formazione nell’antica Atene, dal secondo agoghé, in vigore a Sparta. Facendo pertanto riferimento alla radice terminologica, nell’antica Grecia il “pedagogo” era uno schiavo che accompagnava il bambino a scuola o in palestra o a teatro. Dopo che i Romani ebbero conquistato la Grecia, il pedagogo, venne chiamato “Paedagogus” lo schiavo greco che, oltre ad accompagnare i bambini, insegnava loro la lingua greca. Col tempo il significato di “Paedagogus” divenne quello di insegnante. Successivamente già in epoca medioevale il pedagogo era il servo del re che si occupava dell’istruzione dei giovani principi e cortigiani e che limitava l’aspetto educativo alla trasmissione di contenuti primari come “leggere e scrivere”. In seguito il termine “pedagogo” ha assunto il significato di “precettore” invalidando quello di insegnante. La pedagogia, come fino adesso raccontata, per secoli, continuerà a essere considerata la disciplina che organizza gli interventi per la formazione degli adulti fino a quando J.J Rousseau (1712-1778) con L’Emilio mette le basi della prima ricerca pedagogica per la crescita e formazione dei bambini. Pertanto la pedagogia scientifica è una disciplina molto giovane e l’esperto, ovvero colui che studia scientificamente questa disciplina si chiama “pedagogista” e non pedagogo, il quale termine oggi è utilizzato in senso dispregiativo e ironico.» (Per il testo completo clicca qui).

Pertanto la differenza tra pedagogista e pedagogo mi sembra sostanziale dato che il pedagogista è uno studioso della scienza pedagogica e pertanto uno specialista di ciò che concerne la crescita e lo sviluppo dell’essere umano.

È alquanto bizzarro sapere che dei professionisti lavorano come pedagogisti (ovvero in qualità di studiosi della scienza pedagogica e della sua applicazione con la didattica o meno) ma si fanno chiamare ancora pedagoghi senza opporre alcuna resistenza. E naturalmente è ancora più bizzarro il fatto che il termine pedagogo venga utilizzato dagli esperti stessi in pedagogia senza conoscerne il significato o confondendolo e accettandone un’utilizzo che ai fini ultimi del suo collocamento è solo dispregiativo.

Dr.ssa Tiziana Cristofari

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